lunedì 17 aprile 2017

SEGNALAZIONE: "La Sonata della Vendetta"

Buongiorno a tutti!

Spero che stiate passando delle deliziose vacanze di Pasqua ;)
Io sto approfittando di questi giorni di pausa dal mio solito studio "matto e disperatissimo" per cercare di capire come potrei concludere la mia tesina, che ha preso una piega abbastanza particolare... Sto scrivendo un racconto sulla Wild Hunt, racconto in cui si fronteggiano cacciatori da ogni angolo fantastico: troviamo Stiles Stilinski che scappa da Ghost Riders molto in stile cowboy, che vengono insultati da un Gwyn molto offeso, che a sua volta rischia di essere infilzato da Hircine... E insomma, finisce tutto in un gran putiferio xD

Probabilmente questo sarà l'ultimo post che scriverò fino alla fine della maturità, visto che, purtroppissimo, non mi resta mai il tempo necessario per curare con attenzione questo mio angolino :((

Oggi vi segnalo un romanzo thriller davvero promettente, "La Sonata della Vendetta" di Marika Bernard, e con questo vi saluto... Ci si scrive a luglio!




TITOLO: "La sonata della Vendetta"
AUTRICE: "Marika Bernard"

 

Formato: cartaceo ed ebook
Lunghezza stampa:
cartaceo 116;
                                  ebook Amazon 87

Editore:
Dark Zone
Lingua:
Italiano
Link:
cartaceo 
          ebook


Trama:
L’uomo è pesante e gretto. Ha mani da scaricatore di porto e non sa niente di musica. È entrato nella soffitta poco dopo la morte del bisnonno, ma solo per vedere se poteva sgraffignare qualcosa.
Il violino era lì, e sembrava lo aspettasse. Nascosto, ma non poi così bene. Paziente, da anni. In attesa…
Quando l’uomo lo afferra, tutto cambia.
Tra le calli di Venezia e il lento fluire dell’acqua del Canale, cominciano a diffondersi note suonate con maestria.
Qualcuno sta tornando, piano, in punta di piedi. Sta riprendendo vita, e lo fa impossessandosi di quella dell’uomo.
E mentre le note della Sonata a Kreutzer sfociano nell’Adagio, l’identità dell’uomo si spacca, andando in frantumi come uno specchio.
La sonata della vendetta è la storia di una trasformazione, di un ritorno che ha il sapore di una rivalsa, di un antico dolore mai sepolto che chiede a gran voce una rivincita.



L’autrice:
Marika Bernard è nata nei primi anni ottanta in un piccolo paese di una valle caratteristica nel Trentino Alto Adige. Da sempre appassionata di libri, inizia a passare i pomeriggi a scarabocchiare, prendere appunti, buttar giù delle idee perché “non si sa mai”. Eclettica, passa dal thriller alle storie per bambini, dal romance al noir. Le basta scrivere… tanto, sempre, di tutto.




Alex

giovedì 2 febbraio 2017

Fallen e l'amor che al cor duole...

"Sono nato intero, non ho bisogno di nessuna metà."
                              o non ho trovato la metà giusta?


Avete presente la storia di Aristofane che descrive l'uomo e la donna come due metà che si possono/devono rincontrare? Ecco... Forse dovremmo prestare più attenzione nella scelta della "metà perfetta".




Ieri sera sono andata al cinema a vedere Fallen, il film tratto dai romanzi di Lauren Kate (dei quali non sono assolutamente fan) e oggi avrei voluto scrivere una breve recensione... Ma ho cambiato idea, perché un aspetto del film che mi ha toccata molto (e mi ha fatto passare la notte in bianco arrovellandomi il cervello) mi ha convinta a porvi alcune domande.

Perché, e lo chiedo seriamente, perché Daniel continua a cercare Lucinda? Perché la aspetta sempre? Perché non prende e dice "basta", perché non sceglie qualcosa/ qualcuno che non sia lei?
Non prendetemi per stronza insensibile, io sono follemente innamorata, credo nell'amore e nell'amore "predestinato"... Ma quando fa così male, è davvero amore?

Non so se avete letto il Simposio (qualche commento qui) e tutte le belle e filosofiche descrizioni dell'amore che ci danno Socrate & Co, però, secondo me, quando si parla di amore pratico, di vita quotidiana, di sentimenti vissuti sulla propria pelle ogni singolo giorno... Porsi questa domanda è importante. L'amore che fa male è amore? Condannarsi a un'eternità di sofferenza, è amore?
Questo vale per entrambi i membri di una coppia: una (ipotetica) lei che soffre come un cane bastonato per tentar di rendere felice lui, una lei che rinuncia a sé, ai propri sogni, a ciò che desidera e che è, per lui, è innamorata o è masochista? O una lei, che fregandosene di tutto, fa sempre ciò che vuole, non chiede nulla, non ascolta nulla, fa di testa propria, e lo tratta come uno zerbino (facendolo soffrire come se ogni giorno gli stessero cavando tutti i denti senza anestesia... versione modificata di Prometeo: qui sono i denti a ricrescere), è innamorata? Lo ama? E lui che si lascia trattare così? Ora, riferite queste domande a tutte i lui-lui, lei-lei, lui-lei del mondo e ditemi: chi decide quando è amore?
C'è un limite a questa definizione? Questo sentimento chi lo classifica? Chi decide quando il male è giusto da sopportare, quando è un male che fa bene, che aiuta, quando è una rinuncia produttiva, giusta, buona... E quando invece sfocia nel masochismo?

L'amore si deve vedere sempre. Non sto dicendo che non si può litigare/discutere (non farlo mai sarebbe comunque strano e forse dannoso), ma l'amore deve far star bene: deve farti svegliare con il sorriso, deve illuminarti ogni volta che pensi a lui/lei, deve darti coraggio, fiducia, pace, sostegno, deve metterti alla prova e sostenerti, deve essere duro qualche volta, ma farti sentire grande, capace, deve aiutarti a migliorare, a crescere, a vivere, deve essere la spinta che ti serve o la mano che ti sostiene... Non può essere sempre pianto e lacrime, un boia e una condanna a morte.

Insomma, giudico Daniel e Lucinda una coppia sbagliata: sono l'esempio dell'amore malato, secondo me. Non credo che quel loro "aspettarsi-baciarsi-morire" possa essere definito "vero amore" o "amore eterno": è un'eterna sofferenza, alla quale lui continua a condannarli. Se lui scegliesse il cielo o gli inferi, il ciclo si chiuderebbe, lei smetterebbe di stare oscenamente per tutta la sua vita, smetterebbe di morire, e lui smetterebbe di vivere un'infinita agonia.
Non ho (forse purtroppo) una visione del mondo così fiabesca da convincermi che "un attimo di felicità valga millenni di sofferenze".

Andarsene non sempre è sbagliato, non sempre è cattivo, non sempre distrugge.
A volte, forse, crea più che rimanere. 


Alex






venerdì 27 gennaio 2017

SIMPOSIO di Platone

  What is love? 


Avete mai sentito la celeberrima canzone di Haddaway che come titolo ha proprio questo (forse insolvibile) quesito?
Ecco, ripetetevi questa domanda un po' di volte, a mo' di cantilena... Ripetetela finché trovare una giusta risposta non diventerà la vostra priorità, ripetete e ripetetela...
E poi prendete in mano il Simposio.




Autore: Platone
Titolo: Simposio


Apollodoro incontra un amico e gli racconta i discorsi scambiati tempo prima tra diversi personaggi (sotto elencati), discorsi di cui è venuto a conoscenza tramite Aristodemo.
Apollodoro racconta che mentre Socrate si reca a una cena, si imbatte in Aristodemo e lo invita ad accompagnarlo. Quando Aristodemo entra in casa di Agatone, Socrate non è più con lui perché si è fermato assorto in meditazione. Aristodemo impedisce che Socrate venga disturbato. Il maestro entra quando gli altri invitati sono già a metà cena. Finita la cena decidono fare una gara di elogio a EROS, L'AMORE.


Cos'è l'amore? O chi è l'Amore? Chi ama per davvero? Quali limiti pone l'amore? E quali limiti possiamo o dobbiamo imporre noi all'amore?
La piccola riunione a casa di Agatone mi ricorda molto le conversazioni che facevo con le mie amiche quando ero alle medie: ore e ore passate a riflettere su un argomento vastissimo e con domande esistenziali degne del miglior filosofo, cercando di vincere la nostra piccola sfida, cercando di trovare la soluzione migliore. Passavamo le serate stravaccate sul letto, al buio, bevendo tè e parlando... Le nostre assemblee duravano finché non arrivava la magica risposta definitiva, la voce della verità: chiamavamo mia mamma e chiedevamo a lei. I suoi discorsi erano quasi sempre soddisfacenti e affascinanti... anche se qualche volta lasciavano qualche dubbietto...
Vi pare sciocco il mio paragone?
Eppure io me li immagino molto simili Socrate e i suoi compagni: stravaccati dopo cena e alla ricerca della migliore descrizione del sentimento più misterioso, stravagante e potente della natura umana. 


Vi riporto (in breve) i pensieri che più mi hanno colpita degli ospiti di Agatone, e di ognuno la miglior frase ;)


FEDRO:

"Un uomo che ama, se fosse scoperto a commettere qualche bassezza o a subirla da un altro, sottomettendosi per viltà, non soffrirebbe così acerbamente se fosse visto dal padre o dagli amici o da chiunque altro, quanto se lo fosse da colui ch'egli ama. Nello stesso modo vediamo che chi è amato prova il massimo della vergogna di fronte al suo amante se mai sia colto in qualche bassezza."

PAUSANIA:

"Vergogna è dunque compiacere un uomo da nulla, bello è invece compiacere nobilmente una persona eccellente. E' da nulla quell'amante volgare che concupisce più il corpo che l'anima perché tale uomo non è amante duraturo in quanto cerca una cosa che non dura, e così insieme allo sfiorire del corpo che amava , egli "si dilegua e vola via", facendo torto a molte sue parole e promesse. Ma colui che ama l'anima, che è la parte nobile, rimane amatore per la vita, in quanto fuso con una cosa che dura."

Ci tengo a sottolineare che la maggior parte delle idee di Pausania mi ha fatta incazzare in modo indescrivibile: come si permette di credere che l'amore di una donna non sia vero amore? Una donna è amore passionale, è amore paziente, è amore dolce, è amore intelligente, è amore poetico, è amore nudo e sincero. Una donna è maestra di amore.  
Insomma, io avrei tirato volentieri una brocca di vino in testa a Pausania... ma forse qui qualcuno la tirerebbe volentieri in testa a me, per questa mia dichiarazione di femminismo esagerato ;)

sabato 21 gennaio 2017

PENSIERI DISORDINATI #3: scena di un ritratto o ritratto di una scena?


Scena di un ritratto o ritratto di una scena? "Mi rendo conto dell'inusualità di questa scena. So che di solito funziona al contrario, so che il soggetto dovrei essere io, e non tu, so che tutto questo potrebbe essere giudicato strano. Ma tranquillo, non è una prova di femminismo esaltato, né nulla di simile.
Solo, avevo voglia di ricordarmi per sempre questa scena. E ora non dirmi che si ricorda meglio con la mente che con i disegni, perché altrimenti ti picchio: se lo dici, ti tiro uno di quei ceffottini infastiditi che tanto ti fanno ridere.
Questa è proprio una scena, non riesco a pensarla diversamente: una scena da film, di quelli dolcissimi e profondissimi, una scena da quadro romantico.
Sei mozzafiato, appoggiato a quel muretto, guardando il tramonto.
Sembri un eroe, un filosofo, un artista, un angelo (caduto). Sembri il personaggio di tutti i romanzi che ho letto, di tutti i film che ho visto, di tutte le storie che ho immaginato.
Sei lì, quasi immobile, gli occhi fissi sull'orizzonte, le mani sul davanzale. Pensi? Di sicuro pensi, tu pensi sempre, pensi troppo. Insomma, pensi sempre troppo. A che pensi? A me? Queste mie domande ti fanno sempre sorridere... "Tu e il tuo tenerissimo maledetto egocentrismo", mi diresti. Scusa, ma ci spero sempre... Sai, di essere nella tua mente, in qualunque momento. Un po' come tu sei sempre nella mia, sia quando corro all'imbrunire e sto attenta a non inciampare nei sassi, che quando sto studiando spagnolo e scribacchio il tuo nome su tutti gli angoli di tutte le pagine, sia quando parlo con gli altri, che quando sono da sola sotto la doccia e l'acqua calda mi accarezza. Se non pensi a me... A che pensi? Alla tua famiglia, ai tuoi amici, a che vuoi fare domani? O magari, perché no, a che vuoi fare Domani. Domani con la D maiuscola, quel Domani misterioso e indefinibile al quale tutti ci obbligano a pensare, a quel Domani così futuro da essere sfocatissimo, a quel Domani che in nessun modo può essere messo a fuoco o zoommato, o visto, capito o accertato. Io ci penso, spesso, ma i risultati si limitano a immagini confuse e prive di qualunque certezza. Fa un po' paura, non credi? Una paura bella, però. Una paura emozionante. Non angosciosa, un po' ansiosa sì, ma bella. Capisci? La senti anche tu?
Comunque, grazie per startene lì fermo: sarebbe molto più complicato farti questo ritratto se tu continuassi a muoverti.
Ecco, come non detto: ti sei appena accarezzato il pizzetto. Quel maledetto pizzetto... Se non rimetti la mano dov'era prima, giuro che vengo lì e te lo raso via tutto."


Alex

venerdì 20 gennaio 2017

Recensione: "Ciao, tu" di Masini e Piumini

 Scrivimi una lettera

 

La dolcezza più meravigliosa si nasconde nella semplicità delle parole sincere.


Titolo: Ciao, tu
Autore: Beatrice Masini, Roberto Piumini
Numero pagine: 77 pagine
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
ISBN: 978-8817071772



TRAMA:

Che cosa fai se un giorno, in classe, trovi un bigliettino nello zaino da parte di qualcuno che vuole farsi scoprire? Cominci a guardarti intorno per capire chi è che ti osserva e ti studia durante le ore di lezione. E fantastichi: sarà lei, sarà lui? È quello che accade a Viola e Michele. Comincia lei, e Michele sta al gioco, prima un po' freddino, poi più coinvolto. Parte una caccia all'indizio, i bigliettini si affollano, sempre più lunghi, sempre più frequenti, e cresce, impaziente, la voglia di incontrarsi.



RECENSIONE:

Indovinami. Scoprimi. Sappimi.
Già le prime tre parole di questa brevissima storia mostrano che questo libro è tutt'altro che   "un libriccino per ragazzini" (come potrebbe essere giudicato dalla copertina): è, al contrario, un piccolo gioiello.

Viola si trova in prima liceo classico (o quarta ginnasio?) e il mondo che la circonda è tutto nuovo per lei: nuovi professori, nuove materie, nuovi compagni...E, tra tutti, Viola nota proprio lui, Michele.
Lui è carino e un po' le piaciucchia, ma lei è timida e non sa cosa dirgli... Quindi organizza un gioco, un gioco che io stessa ho fatto molto da piccola con il mio vicino di casa: gli lascia un messaggio "segreto" nello zaino (noi li lasciavamo sotto un sasso in giardino).
Un messaggio segreto? Circa: gli scrive una lettera anonima. E qui parte il gioco: i due iniziano a scambiarsi lettere, senza che Michele sappia chi sia la ragazza alla quale comincia a raccontare di sé (lascia le lettere per lei dietro alla lavagna).

domenica 25 dicembre 2016

BUON NATALE A TUTTI!

"Una candela di Natale è una bella cosa;
Non fa rumore,
Ma dolcemente offre se stessa."
- Eva Logue

 

“E’ bene tornare bambini qualche volta e non vi è miglior tempo che il Natale, allorché il suo onnipotente fondatore era egli stesso un bambino”.

- Charles Dickens

 

 

 




Buongiorno e buon Natale a tutti!

Tra poco dovrò andare a "farmi bella" per la tradizionale giornata con i parenti... Ma approfitto di questo momento di calma per fare gli auguri a tutti! 
La mia giornata in libreria dell'altro ieri è stata abbastanza proficua: sono tornata a casa con tre nuovi amici: L'arte di ottenere ragione di Schopenhauer, Simposio di Platone e Madame Bovary di Flaubert... Come sempre non ho esattamente rispettato la mia lista dei desideri e sono andata "un po' a naso", anche perché, purtroppo, sono rimasta un pochino delusa dalla Feltrinelli: non ho trovato nessun libro "particolare" (per esempio quelli sul mito della caccia selvaggia, che mi servono per la tesina), ma neppure una grande varietà di YA :((

Vi lascio la foto del mio bottino natalizio (con inclusi i libri regalati da amici e parenti...).
L'unico volume che non mi attrae molto è L'alchimista... Qualcuno l'ha letto? Merita o posso tranquillamente metterlo in coda a tutto il resto? 

Magnus Chase, Il viaggio in occidente, L'alchimista, Stai zitto, smettila di lamentarti e datti una mossa, Madame Bovary, Simposio, L'arte di ottenere ragione.


Ora vado a fare la bimba felice, tra libri, carta regalo, pandoro e vestitini nuovi :D

Baci a tutti,


Alex

 

venerdì 23 dicembre 2016

CARO, DOLCE, TENERISSIMO E GENEROSISSIMO BABBO NATALE...

Buona Antivigilia di Natale a tutti!


E bentornata a me!!

Vi preavviso che  in questo post potrei risultare un po' stranuccia (potrei, per esempio, parlare tra me e me o fare pessime battutine che solo io capirò...), ma sono così felice di essere di nuovo qui, tra voi, da non riuscire a controllare l'emozione xD
Inoltre, per la prima volta dopo mesi di sveglia puntata a orari improponibili- anche la domenica :(( - oggi mi sono appena svegliata (alle nove) e quindi mi ritrovo (sensazione meravigliosa) in quello stato di semi coscienza che ancora oscilla tra sogno e veglia.

Oggi sono particolarmente felice:
1. La nonna ha fatto i datteri ripieni di mascarpone al cioccolato e ricoperti di cacao... Saranno il diavolo tentatore (e cederò alla tentazione) per le prossime due settimane... Ne mangerò, più o meno, una dozzina a settimana (o al giorno? Eheheh).
2. Oggi mi aspettano Mondadori e Feltrinelli a Milano <3
Shopping sfrenato di libriiiiiii. Shiiiiii!!! Che belle le vacanze, che bello il Natale. (E qua sospiro estasiata).
3. MERCATINI. DI. NATALE. Meravigliose cianfrusaglie, (per le quali poi mia madre sbufferà a non finire) sto arrivandoooo!

Vi lascio qui di seguito la lista dei libri che vorrei acquistare oggi... Fatemi sapere cosa ne pensate... E datemi qualche consiglio: di certo non potrò comprarli tutti, e vorrei fare la scelta migliore ;)

 

First. La mia prima volta di Laurie Elizabeth Flynn

 

Madame Bovary di Gustave Flaubert

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Le Rouge et le Noir di Stendhal  

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  L'amant di Marguerite Duras

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Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello

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Diana, Arlecchino e gli spiriti volanti. Dallo sciamanesimo alla «caccia selvaggia» di Emanuela Chiavarelli

 

 

L'occhio del mondo. La Ruota del Tempo: 1 di Robert Jordan

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p.s. So già per certo che appena metterò piede in libreria mi perderò tra gli scaffali e la mia lista di desideri non farà che accrescersi... Quindi, Caro, Dolce, Tenerissimo e Generosissimo Babbo Natale, fammi una bella sorpresa il 25 :))
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Alex

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